L’Effetto Zeigarnik nel marketing: Come catturare l‘attenzione

Hai mai iniziato a guardare una serie TV e, alla fine di ogni episodio, ti sei ritrovato con un cliffhanger che ti ha fatto dire: “Devo assolutamente vedere il prossimo”? Non sei l’unica persona a cui accade. Questa irresistibile spinta a voler sapere come continua una storia è al centro di un fenomeno psicologico chiamato Effetto Zeigarnik. Indovina un po’? Può diventare il tuo asso nella manica nel mondo del marketing digitale.

Cos’è l’effetto Zeigarnik?

L’Effetto Zeigarnik prende il nome dalla psicologa russa Bluma Zeigarnik, che negli anni ’20 scoprì che le persone ricordano meglio le attività interrotte rispetto a quelle completate. In pratica, le cose lasciate in sospeso rimangono nella nostra mente più a lungo.

Perché funziona così?

Il nostro cervello odia le cose incomplete. Quando inizi un’attività o una storia, si crea una sorta di “tensione cognitiva”. Questa tensione ci spinge a cercare una chiusura, una conclusione, per alleviare quella sensazione di incompiutezza. È un meccanismo naturale che puoi sfruttare a tuo vantaggio.

Applicare l’effetto Zeigarnik nel marketing

  1. Storytelling a episodi Racconta la storia del tuo brand o prodotto in più parti, lasciando il pubblico curioso di sapere cosa succederà dopo. ⇨ Esempio: Un’azienda cosmetica potrebbe presentare la trasformazione di una persona in diverse fasi, pubblicando ogni fase in giorni diversi sui social media.
  2. Email marketing con suspense Crea una serie di email che svelano gradualmente informazioni o offerte, incentivando gli iscritti ad aprire ogni messaggio. ⇨ Esempio: Un negozio online invia una prima email con l’oggetto “Il primo passo verso un grande risparmio…” e nelle successive svela offerte sempre più allettanti.
  3. Anteprime e trailer Usa teaser che mostrano solo una parte del tuo prodotto o servizio, stimolando la curiosità del pubblico. ⇨ Esempio: Prima del lancio di un nuovo modello di auto, un produttore potrebbe pubblicare immagini che mostrano solo i fari o dettagli del design.
  4. Quiz e sondaggi interattivi Proponi quiz i cui risultati verranno svelati solo dopo un’azione specifica, come condividere il contenuto o iscriversi alla newsletter. ⇨ Esempio: Un sito di fitness offre un test “Qual è il tuo vero livello di forma fisica?” e richiede l’iscrizione per vedere i risultati.

Esempi di successo

  • Netflix: Ogni episodio di serie popolari termina con un cliffhanger.
  • Apple crea aspettativa prima del lancio di nuovi prodotti, rivelando informazioni a piccole dosi e lasciando spazio a speculazioni e anticipazioni.

Consigli utili e pratici

  • Non esagerare Lasciare troppe cose in sospeso può essere frustrante. Esempio: Evita di creare aspettative senza mai fornire risposte concrete; ad esempio, non promettere una rivelazione importante e poi deludere con informazioni banali.
  • Conosci il tuo pubblico Adatta la suspense ai loro interessi. Esempio: Se ti rivolgi a appassionati di cucina, potresti condividere una ricetta in cui l’ingrediente segreto viene svelato solo alla fine.
  • Sii autentico Assicurati che la suspense sia genuina e rilevante. Esempio: Se stai per lanciare un prodotto eco-sostenibile, condividi storie reali su come sta facendo la differenza, lasciando dettagli chiave per future comunicazioni.

L’Effetto Zeigarnik può essere il tuo alleato per aumentare l’engagement e mantenere vivo l’interesse del tuo pubblico. Utilizzando storie incomplete o lasciando indizi strategici, puoi creare una connessione più profonda con i tuoi clienti.

La prossima volta che prepari una campagna di marketing, pensa a come puoi sfruttare il potere delle storie non finite. Lascia che la curiosità lavori a tuo favore e guarda come l’attenzione verso il tuo brand crescerà.

Immagine di Stefano Scetti
Stefano Scetti

Consulente freelance di Digital e Social Media Marketing con base a Milano.
Dal 2005 affianco PMI e professionisti in Italia lavorando principalmente da remoto.
Completo l’attività di consulenza con la docenza in corsi di social media marketing e produttività.

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