L’illusione della novità continua
Ricordo bene il periodo in cui, ogni giorno, sembrava uscire un nuovo tool di intelligenza artificiale rivoluzionario (Ad oggi il ritmo è di ogni minuto circa… quindi insostenibile dal lato aggiornamento). L’avvento delle AI aveva portato con sé la tendenza a provare ogni nuova applicazione nella speranza di trovare quella perfetta.
Ogni aggiornamento prometteva di cambiare il modo in cui lavoriamo, creiamo e pensiamo. Ed ogni volta, la stessa tentazione: provare, testare, capire se fosse quello giusto. Il risultato? Ore perse a esplorare strumenti che, alla fine, non entravano mai davvero nel mio flusso di lavoro.
Finivo in un loop di pura teoria: imparavo come funzionavano, ma senza mai integrarli nella mia routine. La sensazione di restare sempre un passo indietro rispetto alle novità si mescolava alla frustrazione di non riuscire a mettere in pratica nulla in modo concreto.
La svolta: Scegliere poche AI e usarle davvero
Ad un certo punto, ho capito che dovevo fare una scelta definitiva: smettere di inseguire tutto e concentrarmi solo su strumenti che mi permettevano di essere più produttivo sfruttando al meglio il mio tempo.
In passato, mi capitava di utilizzare più AI con le stesse funzionalità, come ChatGPT, Claude o Gemini, pensando che ottenere “pareri” diversi mi avrebbe aiutato a valutare eventuali decisioni con più informazioni. Poi ho realizzato che era come ascoltare tre persone diverse con opinioni simili: alla fine, il vero lavoro era filtrare le informazioni e decidere cosa fosse davvero utile.
Questo processo mi faceva solo perdere tempo, quindi ho scelto di eliminare i duplicati e di affidarmi ad un solo strumento per ogni tipologia di utilizzo.
Così ho individuato le tre AI che voglio utilizzare quotidianamente, strumenti essenziali per il mio lavoro e la mia organizzazione, ognuno di essi ha uno scopo ben preciso. Questo approccio mi permette di mantenere un flusso di lavoro efficace e privo di inutili dispersioni, ottimizzando le attività senza sovrapposizioni di funzionalità.
➼ ChatGPT è il mio assistente principale. Lo utilizzo per brainstorming, revisione di testi complessi, apprendimento rapido su nuovi argomenti e per valutare in modo critico i pro e i contro delle idee che ho già strutturato. È lo strumento che mi permette di avere sempre un confronto senza dover saltare da una risorsa all’altra.
➼ NotebookLM è il mio archivio intelligente e il mio secondo cervello digitale. Qui centralizzo documenti, appunti e idee, sfruttandolo come una sorta di “mente estesa” che mi aiuta a organizzare informazioni in modo strutturato e a recuperarle con facilità quando servono. Grazie alle sue funzionalità avanzate, posso categorizzare i dati, creare collegamenti tra concetti e mantenere un flusso di lavoro ordinato e sempre accessibile.
➼ Perplexity è il mio motore di ricerca avanzato. Lo utilizzo per ottenere informazioni aggiornate e fonti affidabili in modo rapido ed efficace. A differenza di una semplice ricerca su Google, Perplexity offre risposte contestualizzate e ben documentate, evitando il rischio di perdere tempo tra contenuti poco affidabili.
Mi sono imposto una regola: se un nuovo tool non supera chiaramente uno di questi per funzionalità e semplicità d’uso, non lo prendo nemmeno in considerazione.
Come rimango aggiornato senza perdere il focus
Il problema successivo era: come continuare a informarmi senza farmi travolgere? Anche qui, ho trovato una soluzione pragmatica:
➼ Scelgo con cura le fonti: invece di leggere ogni singolo articolo o testare ogni nuovo tool, seguo solo alcune newsletter relative alle AI e canali affidabili e faccio un buon lavoro di sintesi con NotebookLM. Inoltre tramite le “Attività” di ChatGPT ho creato un prompt per ricevere ogni venerdì i migliori articoli pubblicati nella settimana sull’intelligenza artificiale, con questi parametri: Titolo dell’articolo → Nome dell’autore (se disponibile) → Fonte (sito web) → Un breve riassunto (1-2 frasi) → Link diretto all’articolo.
➼ Dedico momenti precisi all’aggiornamento: invece di controllare ogni giorno le novità, mi prendo 30-40 minuti a fine settimana per fare un recap di quello che è cambiato e valuto la reale utilità per il mio lavoro.
➼ Non mi sento in colpa se non provo tutto: è impossibile stare dietro a tutto. Ho accettato che la vera sfida non è sapere tutto, ma sapere cosa è utile per me.
Ovviamente, quando si presenta una necessità specifica e temporanea che non posso soddisfare con gli strumenti che già utilizzo, cerco un tool di AI adeguato nei vari portali dedicati. Questo mi permette di trovare una soluzione mirata senza deviare dal mio flusso di lavoro abituale.
L’equilibrio tra novità e produttività
Raggiungere questo equilibrio non è stato immediato. La tentazione di testare nuove AI è sempre forte, ma la argino focalizzandomi sugli strumenti che realmente mi sono utili.
Ho compreso che la vera efficacia deriva dal padroneggiare pochi tool in modo approfondito, piuttosto che disperdere energie su una moltitudine di strumenti senza mai sfruttarli appieno.
Ora il mio approccio è chiaro: meno distrazioni, più applicazione concreta. Perché, alla fine, non è l’AI che fa la differenza, ma il modo in cui la usiamo.
⇨ Una precisazione doverosa: Le considerazioni e gli approcci di questo articolo non riguardano i tool di AI legati al Digital Marketing – che continuo ad utilizzare e testare in base alle esigenze – ma solo al mio flusso lavorativo quotidiano.






