Ho resistito a lungo ai browser agentici. Non per snobismo, ma per due motivi concreti: privacy e sicurezza. Un mese fa ho iniziato a testare tre opzioni con sessioni lunghe e casi reali. Volevo lavorare più veloce, con meno attrito e con agenti che facessero davvero cose utili mentre navigavo. Con il passare dei giorni mi sono accorto che l’equilibrio stava cambiando. Oggi, per me, ha senso affiancare un agente al mio flusso di lavoro, a patto di poter controllare che cosa “vede”, che cosa fa e dove lascia tracce.
Ti racconto come li ho valutati, quali browser ho testato, come ho scelto quello che è diventato il mio predefinito e come lo ho reso davvero sicuro. Condividerò anche che cosa è fondamentale impostare in un gestore di password, qualunque tu usi, quando lo integri in un browser con agente AI.
Cominciamo dall’inizio. Ti chiederai perché ho sentito la necessità di un browser agentico pur utilizzando da tempo ChatGPT Plus, NotebookLM Pro e Perplexity, da poco anche in versione Pro, oltre a Gemini Pro che uso esclusivamente nell’ecosistema di Google Workspace Business. Potresti pensare che mi sarebbero potuti bastare e che non mi servisse davvero un browser con agente. Ed è vero ma non per mancanza di strumenti, quelli che uso sono già più che adeguati per le mie attività. Mi mancava soprattutto la continuità operativa, evitare il copia e incolla tra strumenti. Per esempio far analizzare un report, riassumere in blocco le email e avere un assistente che segua quello che faccio nel browser e che funga da memoria storica. Alcune attività hanno senso solo dentro il browser, senza passare di continuo da uno strumento all’altro. È qui che un browser agentico fa la differenza.
Come valuto un browser AI
Come sempre quando testo nuovi servizi, preparo una checklist con i criteri di valutazione da considerare. Anche nel caso di un browser agentico non ho fatto eccezioni. Ecco la mia lista.
→ Velocità e stabilità nell’uso reale
→ Compatibilità con estensioni e servizi
→ Capacità agentiche concrete su ricerca, automazioni e attività web
→ Privacy e sicurezza credibili, non solo slogan
→ Prezzo e rapporto valore costo
I tre browser AI che ho testato
Ho provato Dia, GenSpark e Comet il browser di Perplexity. Sono tre ottimi progetti, ma due di essi presentano, a mio avviso, alcune lacune rispetto ai criteri che ho considerato.
Cosa ho apprezzato di Dia e cosa oggi non basta
Dia della Browser Company (acquistata circa un mese fa da Atlassian, software house australiana che controlla tra gli altri Jira, Confluence e Trello), la stessa che sviluppò il browser Arc; un prodotto innovativo. Ho usato Arc per due anni, ma poi ne hanno interrotto lo sviluppo mantenendo solo gli aggiornamenti di sicurezza optando per lo sviluppo di Dia. Anche se Browser Company ha cambiato proprietario, resta il dubbio che, se Dia non dovesse riuscire a monetizzare, possa fare la fine di Arc. Nonostante questo, lo ho comunque provato.
La chat di Dia che “vede” le schede aperte e la logica delle skills promettono flussi personalizzati su Mac. Nelle prove però ho visto i limiti fisiologici di un prodotto giovane e, secondo me, con un budget di sviluppo non ancora allineato all’ambizione dello strumento. Sul prezzo non c’è ancora una comunicazione definita. Resta un progetto da tenere d’occhio, utile per sperimentare percorsi creativi e micro-automazioni, ma non può essere il mio browser di lavoro quotidiano. Inoltre è in beta da molto tempo.
Dia è disponibile solo per macOS. Con Arc era successa la stessa cosa e quando rilasciarono la versione per Windows, rimase, da quello che leggo in giro, piena di bug.
Si accede a Dia iscrivendosi alla lista di attesa e non è riservato ai soli studenti, come avevo letto informandomi. Chiunque può mettersi in coda. Gli studenti hanno un canale preferenziale registrandosi con email accademica possono ottenere un accesso anticipato più rapido.
Cosa ho apprezzato di GenSpark e quando può servire
GenSpark punta su AI locale e privacy, con modalità autopilot e un “super agente” per azioni diffuse. L’elaborazione on-device è un plus in scenari con requisiti di riservatezza elevati. Alcune funzioni avanzate però appartengono al loro ecosistema a pagamento. Lo considero per attività mirate e progetti sensibili, non come browser principale, soprattutto per le limitazioni del piano gratuito.
Che cosa ho riscontrato su GenSpark. AI locale gratuita con esecuzione sul dispositivo e promessa di costi zero offline, ottimo per chi vuole ridurre la dipendenza dal cloud. Funzioni marketing-oriented come Autopilot, MCP Store e “Super Agent Everywhere” interessanti, ma da validare su carichi pesanti. Disponibile per macOS e Windows.
Nota dolente il prezzo: il browser enfatizza il “free on-device”, ma la piattaforma prevede un piano Plus a 24,99 dollari al mese per agenti e modelli aggiuntivi. Considerata l’offerta attuale dei browser agentici, anche a pagamento, lo reputo fuori mercato.
Cosa ho apprezzato di Comet, il browser AI di Perplexity
Uso Comet da alcuni mesi, non come browser principale, e non avevo mai integrato davvero il mio flusso di lavoro finché, un mese fa, decisi di farlo. Comet è passato da prodotto “premium” a disponibile gratuitamente per tutti da circa una settimana; io sono entrato mesi fa grazie ad un invito.
Integra un assistente che “naviga con te” e svolge azioni reali durante il lavoro online. Ha una funzione unica, posso salvare i miei prompt direttamente nel browser e richiamarli con “/”, nella finestra dell’agente, che mostra tutti i prompt salvati evitando copia e incolla o peggio di riscriverli da zero. Tiene memoria delle schede chiuse, quindi posso chiedere all’agente di riaprirle indicando solo l’argomento. Per esempio se si tratta di pagine prodotto o servizio, posso filtrare per prezzo o altre caratteristiche e l’assistente apre solo quelle che corrispondono ai criteri. I “filtri” in base al contesto possono essere applicati a qualsiasi tab.
Un aspetto che apprezzo molto è che non serve “collegare” l’AI al servizio per far lavorare l’agente. Per esempio con Gmail basta avere la scheda aperta, l’agente riconosce il contesto ed esegue le attività direttamente all’interno della scheda. Questo vale per ogni tab con dentro un servizio a cui siamo loggati. È utile per sicurezza e privacy e quando si usano account diversi sullo stesso servizio.
Inoltre con Perplexity Pro puoi impostare Comet con il modello di AI che preferisci, da un semplice menù a tendina, come per esempio ChatGPT, Gemini o Claude. Da quello che ho notato vengono aggiornati sempre alle ultime versioni della AI scelta.
Comet è uscito dalla beta circa una settimana fa. Con l’aggiornamento ho notato una novità per me decisiva. Nella beta, se si attivava l’agente su un’altra scheda, il processo precedente si fermava; ora l’agente può lavorare in parallelo su più schede o attività.
Per chi vuole contenuti editoriali verificati, esiste Comet Plus come add-on economico a 5 dollari al mese. Lo uso perché incluso in Perplexity Pro. Sinceramente ritengo che la versione gratuita sia già ottima.
Funzionalità aggiuntive utilizzando Comet Plus
- Accesso esteso e prioritario a contenuti da publisher premium come CNN, Condé Nast, The Washington Post, Fortune, Le Monde, Le Figaro
- News feed personalizzati e aggiornamenti premium, anche come alternativa ad Apple News
- Background Assistant con esecuzione di task multipli in background e monitoraggio tramite Mission Control per utenti Pro Max Plus
- Notifiche istantanee e personalizzazione del feed
- Nessun rate limit o limiti di utilizzo
Cosa mi ha fatto scegliere Comet
→ Comet è immediato. Mi fa risparmiare tempo dal primo avvio, senza costruire workflow complessi.
→ Supporto estensioni ampio essendo basato su Chromium, quindi ho potuto portare subito password manager, produttività e tool di analisi che uso da anni.
→ Agente integrato che esegue azioni utili mentre lavoro su altre attività.
→ La modalità vocale offre un’esperienza fluida e naturale. L’agente comprende con chiarezza le richieste e le esegue in tempi molto rapidi.
→ Integrazione naturale con 1Password. Perplexity e 1Password hanno annunciato una partnership a metà settembre che consente all’agente di agire senza esporre credenziali in chiaro.
→ Modello di prezzo semplice, piano base gratuito e componente Plus con funzioni editoriali e qualità delle fonti superiore ad un costo accessibile.
Dove Comet mi fa risparmiare minuti ogni ora
→ Imposta ricerche strutturate, raccoglie le fonti e annota i passaggi operativi, così arrivo prima alla decisione.
→ Per i social pianifica il calendario, intercetta i trend utili, abbozza i post e mette insieme le metriche essenziali. Il ciclo di produzione scorre più rapido.
→ Con documenti e articoli legge con me ed estrae i punti chiave già pronti a diventare una bozza.
→ Nelle piccole incombenze compila moduli ripetitivi, verifica date e confronta prezzi e specifiche in pochi secondi.
→ In casella di posta filtra per parole chiave come marketing, lead e AI e restituisce riassunti mirati, così la revisione delle priorità è immediata.
→ Tra le schede del browser raggruppa, riapre e chiude in modo intelligente seguendo i miei flussi di lavoro, evitando ricerche inutili tra decine di tab.
→ Per i report pesca i dati da Google Analytics o da file CSV, li sintetizza e li esporta in PDF pronti da presentare o condividere.
→ Nel rapporto con clienti e prospect gestisce le risposte ricorrenti, programma i follow up e tiene traccia delle interazioni, lasciandomi tempo per quello che conta davvero.
Questi sono solo alcuni esempi delle attività che mi semplificano la giornata ed implementano la produttività con agenti AI. L’elenco reale è molto più ampio e cresce con le esigenze. Dalla preparazione di brief e checklist alla pulizia dei dati, dalla creazione di template riutilizzabili alla gestione di task ricorrenti, fino alle integrazioni con gli strumenti che uso ogni giorno.
Più lo metto al lavoro, più diventa preciso nel comprendere i miei obiettivi e nell’anticipare i passaggi successivi. Il risultato è un flusso di lavoro più leggero, decisioni più rapide e più spazio da dedicare a strategia, creatività e crescita del business.
Comet privacy e sicurezza per evitare pasticci da parte dell’agente
La parte che mi ha trattenuto di più, come scrivevo all’inizio, era la sicurezza e la privacy. Ho investito ore per rendere il mio browser AI conforme alle mie aspettative.
Ti elenco le impostazioni principali che ti consiglio. Lo schema è per Comet, ma con gli opportuni adattamenti ritengo che possa essere applicato anche anche a Dia e GenSpark. Non lo ho verificato su entrambi perché mi è bastato configurarne uno.
1) Limita quello che l’agente può vedere o fare
→ Profili separati
- Principale sicuro → Assistente Comet disattivato
- Profilo agente quando serve → Assistente attivato, ma escludi i domini sensibili in Blocca la ricerca personale per questi siti come banche, PA, email, cloud di lavoro
→ Cronologia
- Nel profilo sicuro niente accesso dell’agente
- Nel profilo agente non abilitare pulizie automatiche, così ritrova le schede quando lo usi
2) Impostazioni di base per la privacy nel profilo principale
→ Adblock integrato attivo
→ Cookie di terze parti bloccati con eccezioni solo per i siti su cui vuoi restare loggato
→ Do Not Track attivo
→ Precarica Prefetch disattivato
→ HTTPS sempre e avviso download pericolosi attivi
3) Permessi dei siti con default restrittivo
→ Posizione fotocamera microfono su Chiedi o Blocca se non li usi
→ Notifiche non consentite
→ Popup e reindirizzamenti bloccati
→ Sincronizzazione in background bloccata
→ Accesso alla clipboard non protetta bloccato
→ Contenuti misti non sicuri bloccati
→ Download con richiesta della posizione di salvataggio per ogni file
4) Dati e pulizia senza sloggarti
→ Quando cancelli i dati, non selezionare Cookie e Impostazioni sito se vuoi restare connesso oltre a consentire all’agente di ripristinare e filtrare vecchie tab che avevi chiuso
→ Disattiva la pulizia automatica dei cookie alla chiusura
5) Estensioni poche e sotto controllo
→ Tieni solo quelle realmente utili
→ Per i “clipper” come Save to Notion imposta Accesso ai siti = Al clic, Incognito disattivato, Accesso URL file disattivato
→ Per una VPN da browser usa un profilo separato o limita ai soli domini necessari; abilita Block WebRTC, Secure DNS e Disable QUIC
Password manager, linee guida generiche per qualsiasi browser agentico
N.B. Vale per 1Password, Bitwarden, Enpass e simili.
- Un solo gestore esterno → Disattiva nel browser il salvataggio di password, carte e indirizzi. Eviti duplicati e l’agente non trova credenziali nel posto sbagliato.
- Niente login automatico silenzioso → Auto-sign-in disattivato e riempimento solo dopo conferma per carte e identità. Così né l’agente né script di pagina completano moduli a tua insaputa.
- Generatore e igiene delle password → Password uniche e lunghe almeno 16–20 caratteri con simboli, generate dal gestore. → Attiva l’equivalente di Watchtower o Have I Been Pwned per segnalare violazioni e riutilizzi.
- Passkey sì, ma nel gestore → Se possibile salva le passkey nel gestore o nel portachiavi di sistema, non nel browser. Evita che l’agente possa trovarle o usarle in autonomia.
- Vault separati e blocco biometrico → Separa personale e lavoro, imposta timeout breve e sblocco biometrico. → Disattiva la visualizzazione di OTP e note senza sblocco.
- Permessi dell’estensione → Accesso ai siti su Al clic o Solo sui siti necessari. → Navigazione in incognito disattivata di default.
- Autenticazione a due fattori ovunque → Preferisci TOTP o chiavi hardware. Per i servizi più critici valuta di non conservare i codici TOTP nello stesso gestore che contiene la password del servizio.
Ricorda che un browser agentico ha senso quando accelera il lavoro senza chiedere fiducia cieca. Con profili separati, permessi minimi, estensioni sotto controllo e un password manager ben configurato, l’agente diventa un aiuto concreto, non un rischio in più. Ho scelto Comet perché riduce l’attrito subito e si integra con ciò che già usavo. Preparati all‘ecosistema marketing del futuro.
L’obiettivo non è avere l’agente più spettacolare, ma quello più utile al tuo flusso e al tuo perimetro di sicurezza.






