I 9 errori di copywriting che devi assolutamente evitare

Se pensi che il copywriting sia semplice, ripensaci. Dietro ogni parola c’è una strategia precisa, e senza le giuste competenze è facile commettere errori anche gravi.

Ho imparato sulla mia pelle quali sono gli sbagli più comuni e voglio condividere con te come evitarli.

Il copywriting non è solo scrivere contenuti o gestire un blog. Il mio ruolo come copywriter è creare testi di vario tipo (anche per i social network) con obiettivi di marketing ben definiti, per attirare la tua attenzione e spingerti a compiere un’azione precisa. Non si tratta solo di scrivere, ma di creare messaggi sintetici e diretti che ti stimolino e ti guidino verso un’azione specifica.

La maggior parte del lavoro di copywriting riguarda la creazione di annunci pubblicitari, ma anche molti contenuti di social media marketing rientrano in questa categoria. Ecco perché il ruolo del copywriter è sempre più fondamentale per il successo di una strategia di digital marketing. Per ottenere risultati concreti, servono grande creatività e solide competenze tecniche.

Se pensi che chiunque possa scrivere contenuti strategici per un sito o per i social media, ti sbagli di grosso. Per compiti così delicati e importanti, è meglio affidarsi a professionisti per evitare errori grossolani.

Quali sono gli errori principali che un buon copywriter deve assolutamente evitare?

Ecco la lista che ho preparato per te.

1. Mancanza di obiettivi precisi

Scrivere contenuti strategici è alla base del copywriting, ma come puoi ottenere risultati soddisfacenti senza fissare obiettivi chiari fin dall’inizio? Ogni azione deve essere pianificata con cura, altrimenti rischi di far fallire l’intero progetto.

Per definire gli obiettivi, dedica del tempo a studiare i tuoi lettori e i loro gusti, aumentando così le probabilità di successo. Devi avere ben chiara la buyer persona a cui ti rivolgi: il lettore ideale, il cliente tipo. Lo stile di scrittura e la scelta dei contenuti devono essere orientati a soddisfare proprio lui, cioè te.

2. Non avere chiaro il problema che vuoi risolvere

Il copywriting consiste nel creare un testo che convince il lettore a fare qualcosa di specifico. Ma per riuscirci, l’azione che chiedi deve rispondere a un’esigenza precisa. Devi mettere in risalto i vantaggi e i benefici che il prodotto o il brand offrono. Se descrivi le caratteristiche tecniche di un prodotto o servizio, assicurati di sottolineare cosa ottiene concretamente chi lo acquista.

Per esempio, se vuoi promuovere un paio di scarpe da tennis, un testo come “Acquista queste bellissime scarpe!” non offre nessuna motivazione. Perché dovrei comprare proprio quelle scarpe? Invece, un messaggio come “Giochi a tennis sul cemento? Queste scarpe sono progettate per proteggere le tue articolazioni e darti maggiore aderenza in campo!” spiega esattamente i vantaggi, attirando l’attenzione di chi gioca su campi in cemento.

3. Tono e stile inappropriati

Quando un brand si afferma, viene percepito in modo unico anche grazie al suo tono di voce. Il tono è il modo in cui l’azienda comunica con il pubblico, trasmettendo valori, visione e modalità con cui soddisfa le esigenze dei clienti. Deve essere coerente con lo stile con cui l’azienda si presenta sul mercato.

Chiediti: vuoi puntare sulla serietà e la competenza? Sulla cordialità? Sull’emozionalità? I modi in cui puoi presentarti e parlare al tuo pubblico sono diversi, e devi sapere quale linguaggio utilizzare per essere coerente con lo stile di comunicazione del brand.

4. Non considerare il livello di propensione all’acquisto del destinatario

Quando un messaggio raggiunge un potenziale cliente, potrebbe essere più o meno pronto a valutare un acquisto. Il modello del funnel di marketing distingue tre stadi in cui si può trovare il cliente. A seconda dello stadio su cui ti focalizzi, il modo di esporre il contenuto cambia.

Se il cliente è già pronto all’acquisto, devi fornire messaggi concreti con un’offerta convincente. Se invece parli a chi ancora non ha un’idea precisa, devi creare contenuti che stimolino le prime valutazioni. Valuta con attenzione in quale stadio del funnel si trova il tuo destinatario: è fondamentale per un copywriting di qualità.

5. Scrivere titoli e sottotitoli deboli

Il titolo di un’inserzione, o headline, è ciò che colpisce immediatamente il potenziale cliente. Creare un buon titolo significa aumentare le probabilità di successo di un messaggio. Un titolo efficace deve essere breve, focalizzato, pertinente e capace di conquistare subito l’attenzione. Originalità e particolarità sono indispensabili.

Le tecniche per scrivere un buon titolo si basano sull’incisività e il coinvolgimento. Qual è il vantaggio che vuoi offrire al cliente? Cosa può davvero stupirlo? Cosa vorrebbe sentirsi dire per essere conquistato? Ecco un esempio: invece di “Queste sono le migliori scarpe da tennis!”, prova con “Vuoi dominare il campo in cemento? Ecco le scarpe che fanno per te!”.

6. Usare termini tecnici e parole poco chiare

Se lavori in un certo campo, potresti essere abituato a usare termini tecnici o acronimi. Ma gran parte del tuo pubblico potrebbe non capire questi termini, anzi, potrebbe sentirsi frustrata. Nella maggior parte dei casi, puoi esprimere lo stesso concetto con parole semplici e comprensibili.

Saper semplificare e rendere immediato il messaggio è una delle prime abilità di un buon copywriter. Chiediti sempre quali sono le parole più chiare e comuni per esporre un concetto.

7. Dilungarsi troppo

La regola d’oro nel copywriting è la KISS: Keep It Short and Simple (mantienilo breve e semplice). Usa frasi brevi e significative. Non costringere il lettore a uno sforzo di concentrazione eccessivo; deve capire subito il contenuto.

Per farlo, usa pochi aggettivi e avverbi, scegli parole comuni, costruisci frasi semplici ed evita le proposizioni incidentali. Spesso, il lavoro sta nel togliere il superfluo: inizia con una frase più ricca e poi riducila all’essenziale, conservandone il senso.

8. Esagerare con l’impatto emozionale

Per attirare l’attenzione, è comune usare frasi ad alto impatto emotivo, facendo leva su paura, entusiasmo o indignazione. Ma esagerare può risultare improprio e trasformare il messaggio in una sorta di “vendita da fiera”.

L’emozione va suscitata, ma restando credibili e coerenti con il valore di ciò che proponi. Ad esempio, dire “Tutti i giocatori che usano queste scarpe vincono sempre!” è chiaramente falso e può allontanare il cliente. Meglio optare per “Gioca al meglio sul campo in cemento con le scarpe preferite dai campioni!”.

9. Non usare le giuste call to action

La call to action (CTA) è il punto cruciale di un messaggio: indica al cliente cosa fare per ottenere ciò che gli offri. Se la CTA non è chiara, rischi che non venga seguita. Inoltre, evita di inserire più di una CTA nel messaggio; altrimenti potresti confondere il lettore.

Una buona CTA deve creare un senso di urgenza, chiarire cosa deve fare l’utente e offrire una ragione convincente per agire. Oltre alle classiche “Iscriviti” o “Acquista ora”, puoi usare CTA più creative ed emozionali, come “Pronto a migliorare il tuo gioco sul cemento? Scegli queste scarpe!”.

~ Evitando questi errori, potrai elevare la qualità dei tuoi contenuti e ottenere risultati tangibili. Il copywriting è un’arte che combina creatività e strategia; padroneggiarla significa avere il potere di influenzare, coinvolgere e guidare il tuo pubblico verso gli obiettivi che ti sei prefissato.

~ Non lasciare che piccoli errori ostacolino il tuo successo.

Immagine di Stefano Scetti
Stefano Scetti

Consulente freelance di Digital e Social Media Marketing con base a Milano.
Dal 2005 affianco PMI e professionisti in Italia lavorando principalmente da remoto.
Completo l’attività di consulenza con la docenza in corsi di social media marketing e produttività.

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