È ormai chiaro che l’intelligenza artificiale sta rivoluzionando il modo in cui gli utenti trovano e consumano informazioni online. Motori di ricerca come ChatGPT, Perplexity, Copilot e Google AI Overviews (AIO) rispondono alle query con logiche completamente nuove rispetto agli algoritmi tradizionali. Di conseguenza, anche tu – se fai content marketing – devi evolverti.
Ho analizzato numerosi contenuti che trattano queste tematiche per comprendere meglio come i modelli AI costruiscono le risposte, quali fonti utilizzano, quanto sono lunghe e che tipo di tono adottano.
Sulla base dei dati raccolti e delle analisi incrociate, ho cercato non solo di individuare i trend chiave, ma anche di offrirti una mia interpretazione personale per ciascun punto.
Quello che segue è molto più di una raccolta di medie statistiche, è un insieme di riflessioni, nate dall’osservazione e dalla pratica, per aiutarti a capire cosa sta davvero cambiando e come puoi adattarti in modo strategico. Non disponendo di dati sufficientemente attendibili su alcune intelligenze artificiali, ho preferito non citarle in relazione ad alcuni degli aspetti analizzati.
⇨ Link e fonti: più qualità, meno ripetizioni
↳ ChatGPT fornisce in media 10,42 link per risposta, ma il 71,03% di questi contiene ripetizioni di dominio.
↳ Perplexity si ferma a 5,01 link, con un tasso di ripetizione molto più basso (25,11%) e una struttura costante (quasi sempre cinque fonti).
👉 Per essere visibile nei risultati AI, punta su fonti uniche, autorevoli e diversificate. Evita di linkare sempre lo stesso dominio.
Un dettaglio che merita attenzione
✧ ChatGPT offre ampiezza, Perplexity preferisce la precisione. Due approcci diversi, entrambi validi, da scegliere in base alla tua strategia.
✧ Le ripetizioni di dominio possono danneggiare la percezione di autorevolezza del contenuto.
⇨ Le fonti non sono sempre i soliti big
↳ Il 44,88% dei link di Perplexity porta a pagine con meno di 50 visite mensili.
↳ ChatGPT è simile: il 47,31% dei suoi link punta a contenuti “di nicchia”.
👉 Anche un sito giovane e poco trafficato può essere citato, se il contenuto è utile, chiaro e ben strutturato.
Vale la pena riflettere su questo punto
✧ La rilevanza batte la popolarità. L’AI valuta la pertinenza, non solo il numero di clic.
✧ È un cambio di paradigma: la precisione delle risposte conta più della quantità di visitatori.
⇨ Età del dominio: vecchio è bello (ma non sempre)
↳ Perplexity cita più spesso domini con 10-15 anni di vita (26,16%).
↳ Copilot preferisce quelli giovani (fino a 5 anni: 18,85%).
↳ ChatGPT e Google AIO si orientano verso i siti più “stagionati”.
👉 Se il tuo dominio è anziano, sfruttalo. Se è giovane, punta su qualità e verticalità.
Attenzione però ad un fattore chiave
✧ L’età è solo uno dei segnali. Un sito vecchio ma non aggiornato può essere penalizzato.
✧ Un dominio recente, se curato, aggiornato e ben specializzato, può comunque emergere.
⇨ Volume e struttura delle risposte
↳ ChatGPT: 1.686 caratteri medi per risposta (22 frasi)
↳ Perplexity: 1.310 caratteri (21 frasi)
↳ Google AIO: 997 caratteri (10 frasi)
↳ Copilot: 398 caratteri
👉 Le AI preferiscono risposte articolate ma leggibili. Struttura i contenuti in paragrafi chiari, con titoli e punti elenco.
Tieni a mente un punto spesso trascurato
✧ Un contenuto lungo non è utile se manca di chiarezza. L’organizzazione è fondamentale.
✧ La combinazione vincente? Approfondimento e leggibilità. Solo così puoi davvero catturare l’attenzione dei modelli AI (e delle persone) e superare Google.
⇨ Tono e stile: amichevole ma affidabile
↳ ChatGPT e Perplexity usano un tono positivo e umano, anche in contesti complessi.
↳ Nei temi YMYL (Your Money or Your Life), cioè quei contenuti che possono impattare su salute, sicurezza, finanze o diritti dell’utente, la neutralità e la competenza sono imprescindibili.
👉 Scrivi in tono umano, ma con la precisione di un professionista. Soprattutto, come indicavo prima, in ambiti delicati come salute, finanza e legge.
Qui entra in gioco una variabile delicata
✧ L’AI penalizza i toni troppo tecnici o troppo emotivi. Serve equilibrio.
✧ L’autorevolezza si comunica anche attraverso la coerenza del tono.
⇨ Chi viene citato di più?
↳ YouTube domina (citato tra il 6% e l’11% delle risposte).
↳ Perplexity cita spesso Moodle, GitHub, Markdown Guide e Jasper.ai.
↳ ChatGPT si affida a Reddit, Wikipedia e TikTok.
👉 Il video è sempre più centrale. Integra contenuti visivi ai tuoi articoli quando possibile.
Ci sono alcune considerazioni strategiche da fare
✧ Ogni AI privilegia fonti diverse. Alcune cercano autorevolezza accademica, altre interazioni sociali e community.
✧ Adatta i tuoi contenuti in base alla piattaforma su cui vuoi emergere.
⇨ Come preparare i tuoi contenuti per emergere nei motori di ricerca AI
Per competere davvero nei motori di ricerca basati su AI nel 2025, serve una visione più strutturata e consapevole di come funzionano questi nuovi ecosistemi, sviluppando contenuti autentici e storytelling.
Pensa come un algoritmo ma scrivi come un umano.
→ Struttura il contenuto in modo chiaro: titoli efficaci, paragrafi brevi, sezioni ben organizzate. Es. guida in step chiari e logici.
→ Usa fonti affidabili e varie: meglio un white paper o un report di settore che una fonte generica o ridondante.
→ Cura tono e leggibilità: spiega con semplicità senza rinunciare alla precisione.
→ Punta sulla qualità, non sul volume: un articolo ben fatto su “come lanciare un prodotto con un’email” è più efficace di uno generico su “cos’è l’email marketing”.
Ricordati che la search nell’intelligenza artificiale non è una festa privata riservata ai grandi nomi del web. È un terreno di gioco aperto, dove anche chi parte da zero può ritagliarsi visibilità e autorevolezza.
Quello che conta davvero è trovare il giusto equilibrio tra visione strategica, connessione umana e buyer bot e vendita all’AI… ed una sana, costante ossessione per il contenuto di valore.






