Nei mesi scorsi ragionavo sui cookies o meglio sulla possibilità di una loro mancanza. Occupandomi di Campagne di Advertising è un argomento che come puoi ben immaginare mi interessa particolarmente.
Ho voluto fare una breve analisi della attuale situazione e ragionare su qualche, eventuale, soluzione.
L’utilizzo dei cookies ha sempre giocato un ruolo fondamentale nel funzionamento del web, in particolare per quanto riguarda la pubblicità online e il tracciamento dei dati. Tuttavia, l’uso eccessivo dei cookies ha sollevato preoccupazioni sulla privacy e la sicurezza dei dati degli utenti, spingendo i browser ad implementare nuove politiche sulla gestione dei cookies.
Durante questo anno Google ha programmato di rimuovere gradualmente i cookie di terze parti sul browser Chrome poco dopo l’eliminazione degli identificatori di dispositivo su iOS da parte di Apple. Attualmente, con una quota di mercato del 65%, Chrome è il browser Internet più utilizzato, seguito da Safari con il 19%. La maggioranza degli utenti ha scelto Chrome come browser predefinito, pertanto l’impatto di questo cambiamento sarà significativo per i professionisti del marketing.
Attendiamo anche di vedere come l’AI Bard impatterà sull’universo Google.
È degno di nota, secondo me, in base ad un sondaggio condotto da Hubspot, che il 41% degli specialisti di marketing prevede che la principale difficoltà legata alla rimozione dei cookie di Google sarà rappresentata dalla limitazione nel tracciare i dati in modo accurato. Pertanto, se sei un professionista del marketing che utilizza dati affidabili per la pubblicità online, gli annunci pop-up o strategie mirate di targeting per il pubblico, dovrai esaminare nuove alternative per acquisire i dati.
In base alla mia esperienza, posso presumere che entro un anno ci sarà un equilibrio diverso nella spesa pubblicitaria nel digitale, in cui verrà dato maggior peso alla costruzione del brand e meno all’eccessivo targeting.
Gli inserzionisti digitali dovranno agire in modo proattivo nelle loro campagne di marketing, focalizzandosi sulla creazione di una forte identità di marca per i consumatori in generale, piuttosto che su un targeting troppo specifico. Diventare leader con un’identità di brand forte sarà essenziale, in modo che i consumatori possano riconoscere la tua immagine attraverso la tua presenza digitale.
Sfruttare le piattaforme di ricerca sui consumatori, con la possibile e/o probabile fine dei cookie di terze parti, diventerà importante per trovare nuovi modi per raccogliere dati affidabili.
Fortunatamente abbiamo strumenti utili, per bypassare l’eventuale futura scomparsa dei cookie, oltre alla AI che pur essendo all’inizio delle sue potenzialità, anche se è già una realtà che sta cambiando il lavoro dei marketers e non solo. Credo che nel breve-medio periodo dalla tendenza che noto, l’AI sarà integrata in ogni tool e sicuramente ci darà un supporto non indifferente (Già presente, per fare alcuni esempi, in Elementor Pro, Canva, Notion ed in Evernote). Un aiuto per poter accelerare il nostro modo di valutare i dati su cui impostate le nostre strategie di Digital Marketing.
Ho pensato ad una breve lista di strumenti che possono essere utili per cominciare a ragionare senza cookie (Ce ne sono tantissimi, cito solo quelli che ho testato direttamente o che utilizzo). Ovviamente do per scontato che chi si occupa di marketing online utilizza già un tool di Analytics, quindi eviterò di citarli.
Come ricordo sempre, sono solo strumenti, senza una adeguata strategia non porteranno ai risultati sperati.
- SurveyMonkey: è un popolare strumento online per creare sondaggi e questionari personalizzati. Consente di raccogliere feedback e opinioni dai clienti, condividere i risultati e analizzare i dati in modo facile e veloce. È disponibile anche una versione mobile per la raccolta dei dati in tempo reale.
- Brandwatch Consumer Research: è uno strumento di ricerca sui consumatori che consente di condurre ricerche di mercato approfondite e monitorare il marchio sui social media e su altre piattaforme online. Con questo strumento, gli utenti possono ottenere insight sui sentiment dei consumatori, sulle tendenze di mercato e sulle percezioni del marchio. Brandwatch Consumer Research consente anche di esplorare i dati dei social media in tempo reale e di identificare le conversazioni più rilevanti per la propria attività. In questo modo gli esperti di Marketing possono prendere decisioni di business attendibili e migliorare la propria strategia di marketing online.
- SEMrush: è un software di analisi SEO e PPC che consente di esaminare i competitor e i trend di ricerca per ottenere un vantaggio competitivo. È utile per individuare nuove opportunità di ricerca, analizzare le parole chiave, monitorare le classifiche del sito web e molto altro ancora.
- Ahrefs: è uno strumento di analisi SEO simile a SEMrush, ma con una maggiore attenzione all’analisi dei backlink. Consente di analizzare i backlink del sito web, quelli dei competitor, monitorare i link in entrata e in uscita ed altro ancora.
- Mention: è uno strumento di monitoraggio dei social media che consente di tenere traccia delle conversazioni sui social media, monitorare il marchio, trovare nuovi argomenti di contenuto e altro ancora. Consente anche di analizzare i sentiment dei post sui social media per capire come il pubblico percepisce il marchio e di conseguenza impostare una strategia di Social Media Marketing.
Ogni strumento ha le sue peculiarità, quindi è importante scegliere quello più adatto alle proprie esigenze. Ad esempio, se si vogliono raccogliere dati sui social media, Mention può essere la scelta migliore, mentre per l’analisi SEO, SEMrush o Ahrefs possono essere più adatti.
Dopo aver parlato di strumenti per ragionare senza cookie, passiamo alla parte che reputo sempre la più importante; la strategia e l’implementazione di nuove attività idonee in mancanza di cookies.
Tre consigli che penso possono essere utili sono:
Espandi il tuo database. Se in un futuro, forse non così lontano, cercherai di compensare la perdita dei cookie di terze parti, potresti concentrarti sulla raccolta di cookie di prima parte attraverso metodi come abbonamenti a siti web e sondaggi tra i clienti. Inoltre, lavorare sulla tua strategia di Social Media Marketing o SEO, potrebbe aiutarti a compensare la perdita di traffico pubblicitario.
Diversifica le tue tattiche di marketing. Questo aspetto vale sempre, non solo per sopperire ad eventuali mancanze. Investire di più nella realizzazione di una newsletter, utilizzando maggiormente strumenti di email marketing per avere contatti diretti.
Un’altra opzione potrebbe essere, come anticipato prima, l’utilizzo di strumenti all’avanguardia di intelligenza artificiale per prevedere come le persone risponderanno ai tuoi contenuti senza bruciare il budget per campagne destinate a non restituire un ROI (Ritorno degli investimenti) adeguato.
L’implementazione di strategiche tattiche di marketing al di fuori della pubblicità digitale può aiutare a colmare il vuoto lasciato dalla mancanza di cookie di terze parti. Integrare il marketing offline e quello online è sempre una buona soluzione. Diversificare ed integrare lo ritengo, in base alla strategia, sempre un ottimo modus operandi.
Se i cookies dovessero sparire, a livello pubblicitario e di tracciamento dei dati, ci sarebbero certamente conseguenze e sfide da affrontare. Mi piace pensare che dietro a problemi da risolvere si palesano sempre possibilità inaspettate per crescere a livello professionale.






