Scrivo questo articolo a 6 mesi oggi dal lancio di ChatGPT da parte di OpenAI, era il 30 novembre 2022 quando fu rilasciata la prima versione. A 5 giorni dal lancio contava già 1 milione di utenti e dopo solo due mesi erano 100 milioni. Ad oggi più di 1 miliardo di persone nel mondo hanno provato ChatGPT e suppongo molte altre tipologie di AI generative.
Sono uno di quelle persone che ha la percezione che sia passato molto più tempo da quando interagisco con le AI, forse perché sono entrate a far parte della mia quotidianità lavorativa, supportando le mie attività.
Ho atteso di avere un po’ di storico relativo all’impiego che ne faccio quotidianamente della intelligenza artificiale per condividere la mia esperienza, le mie considerazioni ed il mio modo di utilizzo, anche se la parola utilizzo non rende l’idea; meglio dire che collaboro con le AI.
Ho letto in questi mesi che per molte persone, la rivoluzione, io preferisco chiamarla evoluzione, della intelligenza artificiale a portata di tutti, sia stato un momento di dubbi, di diffidenza ed anche di paura. Sono lieto che moltissime altre persone in vari settori lavorativi abbiano, viceversa, accolto l’avvento delle AI come una opportunità da sfruttare per implementare il loro modo di fare business.
Comprendo che le novità lasciano sempre perplessi con la tendenza a cercare i lati negativi.
Questo non cambia la realtà, che piaccia o meno, oggettivamente l’intelligenza artificiale fa parte del nostro presente e di certo del nostro futuro. Comprenderne le potenzialità e saperne apprezzare gli aspetti positivi ragionando a come si possano rendere le AI ottimi collaboratori non penso sia una opzione ma una necessità se si vuole rimanere competitivi in qualsiasi attività legata al digital e non solo. Aspetto che ho cercato di comprendere ed approfondire fin dall’inizio.
Ho trovato molte considerazioni sul tema delle AI realmente interessanti, sia quelle favorevoli che quelle sfavorevoli (Costruttive, non quelle per esempio: tanti lavori scompariranno…).
Non mi è piaciuto leggere di previsioni future, a mio parere, alquanto fantasiose e per alcuni lati forvianti specialmente per chi sta cercando la sua strada nel mondo digitale.
Per esempio, ho letto come lavoro del futuro “Scrivere Prompt efficaci”. Ho visto che ci sono all’estero siti che vendono prompt in base alle esigenze (forse anche in Italia, non mi stupirebbe). Ritengo che ad oggi ci puoi stare, come servizio, non come lavoro del futuro, per un semplice motivo secondo me, perché le AI non si sono ancora evolute e sono forse al 10% delle loro potenzialità. In futuro (con futuro intendo un paio di anni e sto largo) avranno un livello di comprensione del linguaggio umano che facilmente i prompt potranno essere scritti da chiunque ed avere il risultato desiderato, come avviene ora con i motori di ricerca. All’inizio l’utilizzo dei motori di ricerca non era semplice come oggi, bisognava scrivere delle query ben articolate per avere i risultati che desideravamo; ad oggi un paio di parole bastano e si trova tutto.
Quindi eviterei di “vendere” come “Prompt Specialist” la professione del futuro. Sempre se non si vogliono fare titoli acchiappa click. Ritengo che saper utilizzare le AI è una competenza non un lavoro o un servizio che si può rivendere. Sarebbe come dire che sapere installare una estensione di Chrome è un lavoro, oppure utilizzare un client di posta elettronica è un servizio da proporre, sono solo necessità per svolgere la propria attività; credo di aver reso l’idea.
Se vuoi interfacciarti sempre meglio con le AI puoi continuare a fare quello che ogni professionista fa (o dovrebbe fare); continuare a formarsi sulle novità relative al tuo settore. Così facendo non avrai problemi di “comunicazione” perché saprai scrivere prompt efficaci per ricevere i risultati desiderati in linea con le esigenze.
Quando mi trovo davanti a qualche novità la prima cosa che faccio è saperne il più possibile, quindi documentarmi e testando per comprendere se e come può essere utile per il mio lavoro. Con ChatGPT come immagino sia successo a tante persone ho cominciato a sperimentare, testare e sbagliare (serve anche fare errori), cercando sempre di valutare come in qualche modo mi potesse essere utile. Il “se” mi potesse essere utile lo avevo accantonato dopo pochi giorni; ero certo che ChatGPT mi avrebbe aiutato dal lato produttività ed ottimizzazione del tempo.
Più andavo avanti nei miei esperimenti e maggiormente comprendevo le grandi potenzialità – sicuramente non ancora tutte – riuscendo ad integrare l’AI nel flusso lavorativo delle mie giornate.
Inizialmente erano piccole task principalmente per le mie attività di gestione interna, per esempio riassunti di note molto lunghe oppure estrapolando i punti principali di testi su cui mi stavo documentando, quindi nulla che potesse riguardare attività operative. Era un utilizzo minimo che però mi fu utile per comprendere se mi potessi “fidare”, controllando nel dettaglio il risultato del lavoro della AI. Pian piano con il tempo assegnai compiti sempre più importanti da svolgere all’intelligenza artificiale. Preferisco sempre andare per gradi, dal più piccolo al più grande in questo modo so quando arrivo al punto di “più di così non mi può essere utile” (con il processo inverso dovrei andare a ritroso scalando la difficoltà delle azioni per arrivare al limite, sarebbe un lavoro più lungo ed inutile).
Con il tempo cominciai ad utilizzare l’intelligenza artificiale sempre più come un collaboratore e sempre meno come uno strumento.
Attualmente reputo l’AI un assistente che mi fa risparmiare molto tempo durante le mie giornate. Tempo che posso utilizzare per svolgere altre attività lasciando all’intelligenza artificiale i compiti che consumerebbero il mio apporto di concentrazione e di energie.
Ho parlato di ChatGPT anche se la uso da qualche mese integrata in Notion. Notion AI (Utilizza le API di OpenAI) è stata una grande sorpresa in cui sinceramente speravo, ma non la attendevo così presto.
Un fattore per me molto importante lato produttività è che l’intelligenza artificiale non ricava dati solo esterni ma rielabora/gestisce anche informazioni che si trovano in Notion, quindi per i progetti e tutti i contenuti che ho all’interno del tool. Caratteristica che ritengo estremamente utile.
Avere una AI integrata nel tool che uso per fare tutto è una comodità incredibile. Evito di spostarmi dal tool ad una tab dove ho (avevo) ChatGPT; Il focus ne trae sicuramente vantaggio.
Utilizzo l’intelligenza artificiale integrata in Notion per le più svariate attività. Ovviamente tutto quello che descriverò si può fare anche con ChatGPT e poi esportarlo all’interno del tool che utilizzi per il tuo lavoro o dove vuoi.
Prima di descrivere come è il mio utilizzo dell’AI nella mie attività lavorative ritengo sia importante precisare due aspetti, che ho notato nel tempo, anche se spero che non ve ne sia più bisogno, ma è meglio ribadirli.
Il primo è che non è consigliabile utilizzare l’intelligenza artificiale per gestire contenuti di cui non si sa nulla, nel senso che potrei chiedere alla AI di realizzare un articolo riguardante la fisica nucleare, personalmente non sapendone nulla non avrei le basi per comprendere se il testo è corretto o se è inventato. Quindi farsi supportare dalle AI sempre su argomenti di cui si hanno le competenze per valutarne il risultato.
Aggiungo una cosa che ho notato, ChatGPT se non sa qualcosa, a volte inventa pur di restituire una risposta, con Notion AI non mi è mai successo, nel senso comprende ogni richiesta ma nel caso comunica che non è in grado di elaborarla. Ho fatto dei test con alcuni prompt che esulavano dal materiale che l’AI aveva a disposizione, per capire se fossi stato solo fortunato o se vi fosse una spiegazione tecnica (non chiedetemi quale, non sono un tecnico); opterei per la seconda ipotesi.
Personalmente ho sempre considerato un plus non avere una risposta, mi spiego meglio, nel tempo mi ha permesso di “fidarmi” maggiormente della AI. Il fatto che posso essere o meno concorde su determinati risultati è ovviamente un altro discorso, ma questo capita anche se parlo con qualcuno. L’importante è che alle basi vi siano dei dati che corrispondono alla realtà. Poi valuterò se e come integrarli nella attività che sto svolgendo.
Il secondo è che anche se è una AI le domande e/o comandi quindi I prompt dovranno essere scritti in modo da ricevere un reale supporto. Come indicavo precedentemente se non si hanno le competenze sarà difficile fare domande efficaci e valutare il risultato finale.
Questo punto lo ritengo importante avendo sentito e letto di persone demonizzare le AI solo perché scrivevano prompt che difficilmente potevano portare a risultati utili. Se non si formulano i concetti di nostro interesse nel modo corretto, sarà solo una perdita di tempo e farà percepire lo strumento come non efficace. L’intelligenza è artificiale non geniale.
Ho pensato di condividere i cinque principali utilizzi relativi alle attività quotidiane e non che svolgo con il supporto delle AI:
1) Principalmente mi interfaccio con la AI per attività che prevedono più step, in modo da valutare se il processo che ho creato può essere migliorato e se ritengo che vi siano margini di miglioramento rispetto agli input da me forniti, procedo con la nuova impostazione. Svolgere le attività al meglio nel minor tempo possibile è uno degli aspetti che cerco sempre di ottimizzare.
2) Faccio riorganizzare le varie note che ho preso al volo di determinati progetti, presenti in micro sezioni, in base alle priorità di sviluppo. Una volta che tutti i miei appunti sono in ordine, chiedo alla AI di creare delle task da inserire nella to do list. In questo modo evito di impiegare il mio tempo a riorganizzare molti contenuti da sviluppare e posso passare direttamente alla azione.
3) Ritengo assolutamente utilissimo utilizzare l’AI per quanto riguarda la sintesi di documenti di brainstorming che impiegherei moltissimo tempo a leggere o rileggere e ad estrapolare per esempio i pro e contro di come sviluppare una determinata strategia. Ci pensa la AI. Io dovrò solo chiedere di crearmi ad esempio (Per quanto riguarda Notion) una tabella a due colonne, una con i pro ed una con i contro di un contenuto. In questo modo avrò uno schema da valutare e prendere determinate decisioni.
4) Un ulteriore utilizzo è comparare idee su diverse strategie. Raggruppo per esempio, tutte le informazioni che ho per un determinato progetto, appunti, dati statistici, percentuali di determinati utenti in base al target di riferimento su piattaforme social, dove sono i papabili clienti, email ricevute ed ovviamente obiettivi, e chiedo alla AI di analizzare tutta quella mole di contenuti (contenuti grezzi, sono solo una serie di copia/incolla che solitamente in meno di 10 minuti termino) e di ordinarmeli prima per tipologia per esempio tutte le Info (Documenti, riunioni, email, ecc…) poi i Dati Statistici, ed infine gli obiettivi.
Una volta che questi dati sono ordinati in Micro-Aree valuto in base alle mie competenze quale è la strategia migliore. La scrivo e poi chiedo alla AI di comparare tutti i dati che ha a disposizione in relazione alla strategia che ho realizzato e restituirmi eventuali altre azioni da integrare. Non chiederei mai alla AI di crearmi una strategia, anche se sarebbe in grado di farlo (ma probabilmente non mi piacerebbe), l’intuito, la percezione e l’esperienza umana non si sostituiscono (almeno per ora), chiedo di valutare in base ai “contenuti freddi” se la mia strategia include tutti gli aspetti in base alle informazioni in mio possesso. Potrei aver tralasciato qualche dato, che elaborato nel giusto contesto potrebbe trovare una collocazione idonea all’interno di una strategia. Onestamente devo dire che spesso mi sono state proposte dalla AI attività strategiche che potevano essere inserite tranquillamente in una strategia (nessun errore di valutazione), ma che avevo già scartato per esperienze passate negli stessi settori commerciali dove in base a dei test non avevano restituito risultati che ritenevo rilevanti.
5) In ultimo, risposte standard ad email, mi capita di ricevere email che richiedono una risposta o positiva o negativa per esempio se mi interessa un determinato prodotto. In questo caso copio il testo della mail e chiedo alla AI di scrivere una risposta, in positivo o negativo ringraziando e salutando, nel tono che preferisco, ad esempio formale, amichevole ecc… Potrei scrivere io la risposta? Certo, ma perché dovrei utilizzare il mio tempo quando posso impiegarlo in altro di più costruttivo.
La mia esperienza in questi mesi, mi ha portato a considerare le AI come delle ottime fonti di sapere da implementare nei processi gestionali ed operativi senza mai pensare che tutto quello che restituiscono corrisponde a verità assolute. Utilizzare il senso critico e la curiosità che solo l’essere umano possiede è secondo me la chiave di svolta per avere nelle intelligenze artificiali degli ottimi assistenti. Assistenti non esecutori decisionali.






